LA FINE È NOTA di Geoffrey Holiday Hall

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- Torni a scrivere? -

- Non me ne sono mica andato. -

- Allora dove sei stato? -

- A visitare qualche dubbio. -


A ritroso, ecco come posso definire il mio ritorno alle recensioni. #Progetto52 non è naufragato del tutto, o meglio i libri si son continuati a sommare, la voglia di recensire per non dimenticare invece è andata a sottrarsi fino ad estinguersi.
Non è colpa di nessuno, figurarsi di pagine sporche di inchiostro, "la vita" è una parola troppo grande con cui ci si riempie la bocca per crearsi un alibi. Quindi? 
Semplicemente?
Ho avuto altre urgenze, altre immediatezze.

A ritroso, è il classico genere di giallo che non mi manca per niente, banale il più delle volte, scontato come un cappotto a luglio, sciatto nei personaggi.
Non so dunque se sia il classico caso di eccezione che confermi una regola, ma quando mani e occhi si sono immersi in "La fine è nota" di Geoffrey Holiday Hall l'impressione è stata di avere a che fare con "altro".
Non ingannino le parole di Sciascia nelle alette della copertina, le lodi dedicate al "misterioso" scrittore americano sono assolutamente meritate e non mera pratica pubblicitaria.

La fine è nota, inizio Shakespeariano, cosa dunque vi è di più noto se non la morte di un personaggio. Un fatto grave, inaudito che sconvolge da subito la vita agiata e borghese di Margo, donna dall'aria distante, con un viso delicato di bambina e sguardo innocente quasi irreale; Lei sola nel suo appartamento all'ultimo grido, nella lussuosa New York anni 50, che assiste in diretta al suicidio di Roy Kearney.
Un uomo all'apparenza insignificante, l'aria da commesso o fattorino, ma con una bocca amara come la brina, aspra come la pianura gelata dal vento invernale .
Il marito di Margo, il Sig Paulton vede tutto da una prospettiva diversa, privilegiata, la morte di Kearney è letteralmente un tonfo, si mancano per una frazione di secondo. L'impatto dell'incontro viene assorbito dal marciapiede mentre al Sig Paulton non resta che considerare quanto il corpo giaccia storto sul selciato come un pupazzo di stracci.

La storia nasce così ed è una ricerca continua, ostinata e tenace, di Bayard Paulton sulla vita di Roy Kearney, una ricerca che diventa una ossessione. Perchè quell'uomo dall'aria insignificante aveva deciso di suicidarsi gettandosi dalla finestra del suo appartamento che affaccia su Central Park?

La grandezza di questo romanzo sta nella sua scrittura, nel tratteggio dei personaggi, nelle scoperte e non nei colpi di scena, perchè tutto è già noto, è scritto, ma quello che non sappiamo è cosa muove le persone nelle loro vite a compiere delle scelte. Quali sono i demoni o i sogni che tormentano le notti dei giovani quanto di chi si prende cura di loro. Cosa si è disposti a fare per trovare pace e conforto?

Una riga dopo l'altra prendono vita uomini e donne delle due Americhe, quella rurale e riservata, talmente timida e spaventata che seppur a conoscenza della propria imminente fine si ostina a credere che una ferrovia o una strada possano cambiare le sorti di una città e delle vite che la animano, di contro quella ricca borghese, che nella metropoli ha trovato conforto nell'agio e nel possesso, cercando di dimenticare l'esistenza del prossimo passando da un martini all'altro.

Quello che il Sig Paulton non sa è che il futuro non può essere trattenuto, perchè esistono persone che hanno avuto ben poco dalla vita e che non sanno resistere, quando possono impadronirsi di qualche cosa anche se ciò significasse mettere in serio pericolo l'esistenza altrui.

Personaggi come "il più grande cervello del mondo" all'anagrafe Pincus Holtsinger e di Jessie "la matta" Dermond, rendono indimenticabile un testo ricco di atmosfere umane, di vite palpitanti e disperate che non sono impresse come graffio su un vetro, ma semplicemente come ombra che le foglie gettano sui marciapiedi. A noi resta solo il saltellare da una all'altra cercando di colmare quella distanza che passa dal senso di colpa ad un tuffo nel vuoto.


Recensione Sensoriale


Vista: Una ferrovia


Tatto: Vernice fresca

Gusto: Marmellata di mirtilli

Olfatto: Bourbon


Voglie Impulsive


Sabbia sotto i piedi

Tabacco secco

Un viaggio posto finestrino


Peso in Valigia: 125 Grammi


Investimento: 12€


Editori: Sellerio



Luca Morello

Luca Morello

Leva Cestistica del '79; da sempre amante della buona musica, delle belle storie e dei propri sogni.

1 commento:

  1. Bellissimo libro. Bello anche se minore l'altro libro dell'autore "qualcuno alla porta"

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