L'INVENTORE DEI SOGNI (Ian Mcewan) UNA STORIA SEMPLICE (Leonardo Sciascia)

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Recensire due libri è quanto di più ostico si possa fare, soprattutto quando in entrambi non è la storia in sè ad essere il valore aggiunto, il contenuto decisivo, la variabile a farne o meno, di un semplice ventaglio di pagine, un capolavoro. La variabile decisiva è come sempre la scrittura.

Sono in ritardo sulla tabella di marcia del #Progetto52 e questo al netto di quello che comunque la vita continua a propormi, scelte, emozioni, passioni, rimpianti.
Talvolta è come trovarsi davanti alla lavagna fronteggiando i lineamenti tirati e stanchi di una professoressa di matematica oramai troppo avvezza agli anni di insegnamento per non aver capito al primo sguardo, da condannato a morte, dell'alunno che si avvicina a quel blocco nero di ardesia se questi ha studiato oppure no.
La sensazione che a memoria ricordo come ottundente non era tanto l'ignoranza del non conoscere minimamente la materia in questione o la soluzione del problema, erano come sempre gli sguardi, codardi e sollevati del pubblico non pagante. Dei propri compagni che per nulla complici ma bensì spettatori vivevano quasi con gratitudine quei momenti di imbarazzo e vergogna che invece provavo io li sul patibolo.
Già, vergogna, inadeguatezza e a ben poco serviva tornarsene al proprio posto col sorriso beffardo di quello che nonostante la valutazione fosse prossima più allo zero algebrico che all'eccellenza scolastica sembrava aver in tasca il segreto per un domani da uomo realizzato e felice, e fanculo l'algebra che tanto mica mi darà da mangiare.
Eh già, peccato che poi nella vita saper far di conto a volte aiuta, e aver ignorato la logica che deve star dietro al ragionamento per arrivare ad una soluzione può solo portare a non risolvere un granchè; finendo per fare nuovamente, e da adulto, quella faccia abbozzata di chi va a posto impreparato, avendo meno tempo davanti e sè e un numero sempre maggiore di rimpianti a cui trovare una giustificazione.

Sto finendo fuori tema...
altro segno rosso di matita, un segno, che oggi sta diventando ricorrente, cosi come il colore.

Ho letto due storie brevi, la prima è stata L'inventore dei Sogni di Ian Mcewan, la seconda Una storia semplice di Leonardo Sciascia.

Sono due libri che non hanno nulla in comune, il primo è un insieme leggero e delicato di racconti per ragazzi, dove Peter bambino spensierato e fantasioso inizia a tessere legami profondi con la sua immaginazione e attraverso questa a renderci partecipi della sua visione della famiglia, degli affetti e del valore delle parole come dei legami. Quindi nonostante potenti Pomate Svanilline o pindariche fughe dentro le anime altrui o fronteggiando vicini dall'aspetto avvizzito e decadente o prepotenti compagni di scuola, ebbene questi racconti che ci vengono dettagliati in terza persona regalano a tutte le avventure un tocco di leggerezza e armoniosa empatia. Li si può scandagliare, leggere e rileggere solo per il gusto della storia o per cercarne quelle miriadi di significati che solo i bambini riescono a dare al mondo che li circonda, ribaltandone le regole o meglio costruendovi le proprie e i propri valori.
È un libro per tutti, ma soprattutto è il Libro di Peter e della sua portentosa immaginazione.

Una storia semplice di Sciascia è un giallo siciliano, scritto in un italiano ricco e complesso eppure così perfetto da rimanerne affascinati. Una forma cristallina per raccontare una storia assolutamente probabile di una realtà in cui la giustizia non riesce mai a fare appieno il suo percorso lasciando al lettore quella sensazione di mal costume e omertà che sembra essere la pelle ruvida e scabrosa del nostro stivale.
Un brigadiere, la sua intuizione, la risoluzione di un omicidio e Lo Stato che fa / si indigna si impegna / poi getta la spugna con gran dignità ( F. DeAndrè ).
Parole come Mafia, Droga, Viltà, non vengono mai menzionate, ma è chiaro il contesto, è appunto semplice come la storia, così vera e attuale da non farci uscire dalla quotidianità corrotta di alcune persone, dal coraggio di pochi che non vedono mai riconosciuto il loro merito, sacrificio o la loro virtù comunque sminuita dalle azioni e scelte altrui in logiche di potere vigliacche e conservative.
In una data come questa, in cui il ricordo va alla strage di Via D'Amelio e all'omicidio efferato del Giudice Borsellino e di cinque agenti della sua scorta, non si può far altro che guardare a questi uomini e donne con un senso di profonda e "meschina" gratitudine poiché come nell'ultima parte del libro quando tocca a noi, comuni cittadini, compiere una scelta che possa cambiare il corso delle cose, troppo spesso lasciamo che la macchina vada avanti per la sua strada e nonostante i nostri pensieri vogliano fare inversione di marcia, pensiamo

" E che vado di nuovo a cacciarmi in un guaio, e più grosso ancora? "

Sciascia la butta sull'ironia, sull'essenza caustica del momento, e forse proprio perchè non ci sentiamo toccati nel vivo preferiamo andare avanti anche quando è la stessa storia ad averci già presentato il conto mostrandoci drammaticamente la sua ultima pagina.


Recensione Sensoriale


Vista: Banchi di scuola / Macerie


Tatto: La schiena di un gatto / Un interruttore

Gusto: Gelato / Milza

Olfatto: Gelsomino / Sterpaglie bruciate


Voglie Impulsive


Innocenza e Verità

Peso in Valigia: 177 Grammi Totali


Investimento: 9.00€ L'inventore dei sogni + 8.00€ Una storia semplice


Editori: Einaudi / Adelphi

Luca Morello

Unknown

Leva Cestistica del '79; da sempre amante della buona musica, delle belle storie e dei propri sogni.

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