L'ERBA DELLE NOTTI di Patrick Modiano

mercoledì, aprile 01, 2015 , , , , , 0 Comments

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"....La butto in caciara,

faccio menar le mani tra pagine e cuore."


Si dice che gli eventi maturino, cioè non che accrescano il nostro grado di saggezza o esperienza, bensì che per un principio riconducibile a qualche postulato delle leggi di Murphy ci si trovi dinnanzi ad un particolare evento e che questo una volta accaduto sia capace di ripetersi in maniera del tutto simile nel giro di pochi tagli di tempo.
La scorsa Recensione parlavo di come una postfazione mi avesse svelato un mondo di narrazione che non avevo saputo riconoscere ed apprezzare.
Perfetto, in modo simile, ci risiamo.

Il libro di Patrick Modiano (Premio Nobel per la Letteratura 2014) L'erba delle Notti invece di svelarsi grazie a qualche ulteriore pagina posta tra la parola fine e il piatto posteriore aveva nascosto nel risvolto di copertina un nome particolare, che grazie a qualche ricerca storiografica mi ha reso più compiuto il senso dell'opera.

Ora, di cosa vi posso parlare?
Del libro, che è un viaggio in prima persona frugando tra i ricordi scaturiti da un taccuino nero, di una Parigi sotterranea e carbonara dove avvenivano incontri in certi caffè a tarda notte presidiati dalla buoncostume, di vie, quartieri, appartamenti che il tempo ha cambiato, ridipinto ma il cui fascino e inquietudine di quei giorni riemergono prepotenti.
Appunti in un taccuino nero, alcuni nomi stranieri e di concittadini, ovviamente una donna affascinante e il sospetto che sia stato commesso qualche cosa di grave, una frattura, uno svantaggio.

Perchè leggere dunque una specie di diario che viaggia avanti e indietro nel tempo?
Perchè leggere di un giovane scrittore che cerca di ricostruire una storia che lo aveva coinvolto non solo emotivamente?

Una risposta? Non lo so.

È una lettura che da la sensazione di essere ad un passo dal riunire tutti i frammenti e l'oggetto che ci verrà restituito sarà inevitabilmente simile all'originale, ma crepato, rovinato dalla caduta, dalla gravità dell'evento e dal tempo, che non cauterizza ma dilata le ferite.
Cicatrici buie e profonde dove si perdono le parole e la superficie frastagliata dei ricordi non coincide mai perfettamente con quella dei rimpianti.


È stata una lettura difficile, trangugiata quasi.
La scrittura non ha colpa alcuna anzi, ma per via delle condizioni in cui ho dovuto leggere questo libro l'ho patito.
Essermi posto l'obiettivo di completare la lettura di 52 libri in 52 settimane fino ad adesso mi aveva solo restituito belle storie, emozioni sparse e impressioni da affidare ai pixel di uno schermo; ciò che ignoravo è che la vita ci riserva situazioni a cui non siamo preparati, ed una cosa che da sempre affianchiamo allo svago o evasione come la lettura invece diventa obbligo e etimologicamente siamo vincolati a rispettare questo patto anche quando la mente, gli occhi, i pensieri dovrebbero e vorrebbero essere da tutt'altra parte.
Sì, mi sono cacciato in gola letteralmente questo libro, l'ho letto controvoglia, contro-tempo finanche contromano.

"Il potere delle storie" qualcuno lo chiamerebbe, l'onda lunga di un racconto, ecco oggi mi trovo a scrivere questa confessione più che recensione perchè quel dannato risvolto di copertina e quel fatto storico (che non vi svelo per darvi al solito il modo di andare in libreria, aprire il libro, sbirciare, digitare su google e poi bullarvi al bar) hanno rilanciato con forza la sensazione che quello che avevo appena letto fosse un opera affascinante. 
L'uso iniziale di ripetizioni costanti, di rimandi come se si leggesse davvero un taccuino di appunti presi e dimenticati, il cercare di svicolare una matassa tra l'hall di un albergo e stanze sconosciute, in cui, una volta abbandonate ci si ricorda di aver lasciato la luce accesa. Più per aver presente a sè stessi di esserci passati, di averci vissuto, che per una dimenticanza non programmata.

Questo viaggio inizia esattamente nel giorno in cui ogni settimana io devo portarlo a compimento e Modiano, da Premio Nobel per la letteratura quale è, semplicemente in sedici parole ci spiega perchè è il momento in cui tutto accade:

Ma se sei da solo, sopratutto nel tardo pomeriggio,
le Domeniche aprono una breccia nel tempo.

Buona Lettura. 


Recensione Sensoriale


Vista: Inevitabilmente Rue du Montparnasse


Tatto: Tende di velluto rosso

Gusto: Liquore triple sec

Olfatto: Inchiostro


Voglie Impulsive


Origliare una conversazione sussurrata

Prendere una decisione

Fare una scelta giusta per la ragione sbagliata

Peso in Valigia: 288 Grammi

Investimento: 18€ 

Editore: Einaudi

Luca Morello

Luca Morello

Leva Cestistica del '79; da sempre amante della buona musica, delle belle storie e dei propri sogni.

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